Dalla CRISPR una promessa contro la distrofia muscolare || #IntesaScienceNews || Intesa Universitaria

Tre gruppi di ricerca indipendenti guidati rispettivamente da Charles A. Gersbach, della Duke University, Chengzu Long dell’Università del Texas a Dallas e Mohammadsharif Tabebordbar, della Harvard University hanno mostrato nel modello animale che è possibile arginare il degrado muscolare che caratterizza la distrofia muscolare di Duchenne e ottenere almeno un parziale recupero della forza. Gli studi sono pubblicati su “Science”.

La distrofia muscolare di Duchenne è una malattia neuromuscolare dovuta all’assenza della distrofina, una proteina codificata da un gene presente sul cromosoma X. Se una delle regioni codificanti di cui è costituito il gene, ossia un esone, è colpito da una mutazione nociva, la catena proteica non viene costruita. E senza la distrofina a tenere coese le fibre muscolari, il muscolo tende progressivamente a deteriorarsi fino a distruggersi.

I primi sintomi si manifestano, generalmente, tra i 2 e i 6 anni. I bambini affetti spesso imparano a camminare in ritardo, tendono a camminare sulle punte, hanno
difficoltà a rialzarsi da terra, a saltare, a fare le scale. Anche i muscoli respiratori e il cuore sono coinvolti e sono proprio le complicanze cardiache e respiratorie a ridurre l’aspettativa di vita di questi pazienti.
La malattia si trasmette con modalità legata all’X: in genere solo i maschi presentano i sintomi, mentre le femmine, a parte alcune eccezioni, risultano essere delle portatrici sane.

Finora la terapia genica si era concentrata sul tentativo di introdurre nelle cellule una copia normale del gene non funzionante per ripristinare la capacità di produrre la proteina mancante.
Nonostante alcuni successi, tuttavia, questa tecnica deve affrontare il problema della corretta integrazione del nuovo gene in quanto un suo inserimento nel punto sbagliato del genoma potrebbe a sua volta dimostrarsi nocivo.

Il metodo utilizzato invece dai tre gruppi di ricerca si basa su CRISPR-Cas9: una tecnica di editing genetico che permette di tagliare ed eliminare con estrema precisione un frammento di DNA.
Applicando questa tecnica, i ricercatori hanno eliminato un esone mutante (l’esone 23, che appare mutato nell’83% dei pazienti affetti dalla patologia) che bloccava il processo di trascrizione del gene e quindi la sintesi della distrofina.
In questo modo il processo di trascrizione è in grado di arrivare a temine e portare a compimento la sintesi di una proteina di distrofina che, sia pure non perfetta, ha dimostrato di permettere un recupero della funzionalità muscolare nei topi affetti dalla forma murina della distrofia muscolare di Duchenne.
“C’è ancora una notevole quantità di lavoro da fare per tradurre questi risultati in una terapia umana e dimostrarne la sicurezza”, ha detto Gersbach. “Ma l’esito dei nostri primi esperimenti è molto interessante. […]”

Intesa Universitaria Farmacia & CTF

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Fonte: http://www.lescienze.it/news/crispr_terapia_distrofia_muscolare_di_duchenne