Bioinformatica: La scoperta di nuove molecole per i casi più difficili di artrite reumatoide || #IntesaScienceNews || Intesa Universitaria

Ricercatori della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e del Policlinico ‘Agostino Gemelli’ di Roma in collaborazione con colleghi dell’Istituto di Chimica del riconoscimento molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Icrm- CNR) di Roma, hanno scoperto tre nuove classi di molecole efficaci contro i casi più critici di artrite reumatoide.

 

Ma cos’è esattamente l’artrite reumatoide?

L’artrite reumatoide è una patologia infiammatoria progressiva, di origine autoimmune, con un’incidenza tra lo 0.5 e l’1% della popolazione, che interessa principalmente le articolazioni e coinvolge tutti gli organi e apparati. Alcuni segni e sintomi di questa patologia possono essere: Dolore, tumefazione calda ma non arrossata, impotenza funzionale delle articolazioni.

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I farmaci attualmente in uso, bloccano in maniera non-specifica la risposta infiammatoria e provocano numerosi effetti collaterali.

Mentre invece, le nuove ricerche, hanno portato alla luce tre nuove molecole che aumenteranno l’efficacia,  limiteranno gli effetti collaterali e i costi dell’approccio attuale – come spiega anche Maria Cristina De Rosa, ricercatrice dell’Icrm–CNR.: “Abbiamo scoperto tre famiglie di molecole che si incastrano nella sede bersaglio dei linfociti, come una chiave alla sua serratura, impedendo ai linfociti stessi di andare a danneggiare l’articolazione. Il loro bersaglio è infatti la ‘nicchia’ molecolare sulle articolazioni cui si vanno ad attaccare i linfociti T dannosi”.

I composti sono oggetto del brevetto depositato (Università Cattolica e CNR sono titolari al 50% della proprietà intellettuale) e della collaborazione con Galsor (una nota società farmaceutica italiana).

Per la realizzazione e la sperimentazione del farmaco serviranno alcuni anni:

È difficile in questa fase stabilire con esattezza il tempo necessario – dichiara l’Ad di Galsor Srl Sandro Soriano – ma abbiamo programmato le varie fasi di sviluppo in circa nove anni. Si tratta di ‘’una sfida ambiziosa’’, raccolta da Galsor perché abbiamo valutato il progetto di grande potenzialità e, soprattutto, ci ha convinto molto il lavoro svolto dai ricercatori dell’Università Cattolica e del CNR’’.

 

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Fonte: http://www.lescienze.it/argomento/farmaci