Apple, l’iWatch debutta a ottobre

A Cupertino contano di venderne tra i tre e i cinque milioni al mese: ma il braccialetto intelligente di Tim Cook riuscirà davvero a ridisegnare un mercato già affollato?

Arriverà l’iWatch, e il mondo non sarà più lo stesso. Quello dei dispositivi da indossare almeno, che da ottobre potrebbe essere dominato dal marchio Apple: a Cupertino prevedono di vendere tra i tre i cinque milioni di esemplari dell’orologio intelligente.

Forbes, Re/Code e altri siti hanno pubblicato tutti negli ultimi giorni, con una sincronia assai sospetta, la notizia che Tim Cook presenterà l’iWatch fra quattro mesi, in evento apposito, separato da quello previsto per gli iPhone (fine agosto o settembre). E forse anche distinto da quello per i nuovi iPad e computer (di solito ottobre, se sono rispettati i tempi degli ultimi due anni).

L’ipotesi pare verosimile, perché un annuncio unico permetterebbe ad Apple di attrarre su di sé un’eco mediatica ancora maggiore; ma si può anche immaginare che i cambiamenti agli iPad non siano da soli così rivoluzionari da giustificare un evento dedicato, e lanciarli insieme all’iWatch potrebbe aver senso per assicurarsi i titoli di giornali e siti web.

Al di là delle strategia di comunicazione, tuttavia, le voci più interessanti riguardano le caratteristiche dell’orologio intelligente di Cupertino. Ovviamente si tratta al momento solo di indiscrezioni, ma si parla di uno schermo Oled curvo e sensibile al tatto, e pare di capire che potrebbe ricordare quello del Gear Fit, il braccialetto intelligente di Samsung in commercio da qualche mese. Il dispositivo, secondo quanto rivelato dal sito giapponese Nikkei, sarà dotato di numerosi sensori per raccogliere dati sulla salute di chi lo indossa, dal glucosio nel sangue alle calorie consumate o al monitoraggio del sonno. Probabilmente sarà in vendita in diverse misure, per adattarsi meglio al polso di chi lo indossa.

Il gadget, atteso su un mercato sempre più affollato, funzionerà con la nuova versione del sistema operativo mobile, iOS8, presentata la scorsa settimana da Apple alla conferenza degli sviluppatori di San Francisco. Nella nuova versione di iOS, infatti, c’è Healthkit, un sistema di librerie che permette alle varie app per la salute e il fitness di comunicare tra loro. per una gestione più completa della salute e del benessere. Ad esempio, un’app per la misurazione della pressione può condividere i suoi dati con un’app medica, e permettere così allo specialista di fornire cure e indicazioni più precise e mirate.

Così, più che un orologio intelligente sul modello di quelli di Sony, del Pebble, del Gear 2 di Samsung, il nuovo gadget di Apple sembra pensato espressamente per la salute: difficile immaginare, ad esempio, che possa integrare una telecamera o un microfono per le chiamate o un telecomando a raggi infrarossi, come già oggi fanno alcuni concorrenti.

E tuttavia, per prevedere vendite così entusiastiche, Tim Cook deve aver tenuto conto di diversi fattori: il valore intrinseco del marchio Apple, la crescita veloce del mercato degli accessori hi-tech per il fitness, il parco dei potenziali utenti pari a 800 milioni di possessori di iPhone, iPad e iPod. L’iWatch (ma ricordiamo che il nome potrebbe non essere questo) diventerebbe il terzo prodotto più venduto della Mela per unità, subito dietro all’iPad: e questo nonostante il prezzo, quasi certamente superiore alla media attuale, pari a circa 200

Anche stavolta Apple punta a lanciare un prodotto che non sia il primo nel suo genere, ma sia capace di ridefinire un mercato già esistente. I lettori Mp3 esistevano già prima dell’iPod, gli smartphone prima dell’iPhone, i tablet computer prima dell’iPad, e oggi nessuno se ne ricorda più. Fra un anno o due, quale sarà lo spazio per gli altri braccialetti intelligenti? Nel dubbio, Nike ha pensato bene di interrompere lo sviluppo del suo Fuelband, uno dei primi dispositivi fitness hi tech, anche se dovrebbe continuare ad aggiornare il software e introdurre nuove funzioni sulle app.

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