#IntesaScienceNews: Approvata in Europa “Luxturna”, la terapia genica per malattie retiniche ereditarie rare

Spesso il binomio mutazione genetica-malattia congenita è considerato una sfortunata e irrimediabile condizione, perché chi nasce malato è destinato a restarlo se non peggiorare. Invece, proprio pochi giorni fa la Commissione Europea (CE) ha approvato una particolare terapia per chi rischia la cecità totale. Avremmo potuto mai immaginare una terapia che può supplire a questa mutazione, mimando ciò che manca alla funzione dell’organo in questione?

Analizziamo i fatti dapprima con un focus sulla malattia:

Le malattie ereditarie della retina sono un gruppo di rari disturbi della vista causati da oltre 250 diversi geni, che spesso colpiscono in modo sproporzionato bambini e giovani adulti.

Le mutazioni in entrambe le copie del gene RPE65 sono presenti in circa una persona su 200.000. Le mutazioni in entrambe le copie del gene RPE65 possono provocare la cecità. All’inizio della malattia i pazienti potrebbero soffrire di cecità notturna (nictalopia), perdita di sensibilità alla luce, perdita di visione periferica, perdita di nitidezza o chiarezza visiva, compromissione dell’adattamento al buio e ripetuti movimenti incontrollati dell’occhio (nistagmo). Per i pazienti con mutazioni in entrambe le copie del gene RPE65 è necessario effettuare un test genetico.

La CE ha approvato voretigene neparvovec, una terapia genica una tantum per il trattamento di pazienti con perdita della vista causata da una mutazione genetica in entrambe le copie del gene RPE65 e in possesso di una conta sufficiente di cellule retiniche vitali. L’autorizzazione è valida in tutti i 28 Stati Membri della UE, oltre a Islanda, Liechtenstein e Norvegia. Voretigene neparvovec, che sarà disponibile con il marchio Luxturna, è stato sviluppato da Spark Therapeutics, che lo commercializza negli Stati Uniti.

Le persone nate con mutazioni in entrambe le copie del gene RPE65 possono andare incontro a una perdita quasi totale della vista sin dalla tenera età, con la maggior parte dei pazienti che progredisce fino alla cecità totale. Le ricerche dimostrano che nei bambini la compromissione della vista e la cecità spesso causano isolamento sociale, stress emotivo, perdita di indipendenza o rischi quali cadute e lesioni. La copia funzionante del gene RPE65 fornita da voretigene neparvovec ha il potenziale per ripristinare la visione e migliorare la vista nei bambini e negli adulti con una conta sufficiente di cellule retiniche vitali.
«Quella di oggi è un’approvazione importante per i pazienti, considerata l’assenza di una qualsiasi opzione terapeutica», ha dichiarato Christina Faesser, presidente di Retina International, un’organizzazione comprendente oltre 43 Associazioni di pazienti che promuovono in tutto il mondo la ricerca per malattie retiniche degenerative ereditarie. «L’accesso a questo trattamento ha il potenziale per ridurre il notevole onere fisico, emotivo ed economico che questa malattia ha sui pazienti e sulle loro famiglie». Un’altra importantissima testimonianza viene data da un oftalmologo del Children’s Hospital of Philadelphia, Bart Leroy che da oltre 20 anni assiste i pazienti con una malattia retinica ereditaria. Conosce il profondo impatto che la cecità può avere e questo tipo di terapia alternativa per adulti e bambini è una grandiosa soddisfazione.

Anche la Novartis è impegnata a collaborare con pazienti, caregiver, assieme a sistemi sanitari e medici al fine di rendere disponibile ai pazienti con mutazione del gene RPE65 l’accesso a questa terapia genica, che si ritiene abbia il potenziale per aiutare a ripristinare la vista e migliorare la visione nei bambini e negli adulti che attualmente sono privi di opzioni terapeutiche. Una volta disponibili le approvazioni delle Autorità Sanitarie nel 2019 e 2020, i pazienti idonei possano iniziare a beneficiare di questo trattamento il più rapidamente possibile.
La decisione di oggi si basa su un parere positivo del Comitato per i Medicinali per Uso Umano (CHMP, Committee for Medicinal Products for Human Use), che ha esaminato i dati di uno studio clinico di fase I, il relativo studio di follow-up e il primo trial di fase III randomizzato e controllato, condotto con una terapia genica per una malattia ereditaria. Nel corso dello studio clinico di fase III, è stato registrato un miglioramento della vista già a 30 giorni dal trattamento.


Al primo anno, rispetto al gruppo di controllo, i pazienti trattati con voretigene neparvovec sono migliorati di 1.6 livelli di luce nel test di mobilità binoculare multi-luminanza (MLMT, multi-luminance mobility test), che serve per misurare le variazioni della visione funzionale valutate in base alla capacità di un paziente di superare un percorso in modo accurato e a una velocità ragionevole a sette differenti livelli di illuminazione. La vista è migliorata di uno o più livelli di luce per il 90% dei pazienti trattati con voretigene neparvovec e il 65% dei pazienti è stato anche in grado di eseguire entro un anno il MLMT al livello di luce più.
Le decisioni da parte degli organismi nazionali preposti al rimborso di voretigene neparvovec per i pazienti con perdita della visione dovuta a una mutazione in entrambe le copie del gene RPE65 sono previste per il 2019 e il 2020. Sono in corso di valutazione diverse opzioni per l’accesso e il rimborso di questa terapia, al fine di fornire il maggior sostegno possibile sia ai pazienti che agli operatori sanitari.
Anche oggi possiamo dare un messaggio importante a favore della Ricerca: dopo oltre 20 anni di ricerca sulla terapia genica, finalmente si è aperto un futuro promettente per il trattamento dei rari disturbi genetici dell’occhio.

Articolo a cura di: Sabrina Scaturro