Il Ruolo del Farmacista: Impegno, Ricerca e Dedizione

Esausti, stanchi, pieni di paure, tra una mascherina e dei guanti, tra un bancone e un paziente, un bancone che spesso non è ampio neanche un metro, e quella distanza, spesso troppo corta per non esporsi al contagio.
Il farmacista, oggi, è in prima linea per combattere questa emergenza in cui siamo stati catapultati. Al pari di medici, infermieri, e il personale sanitario in generale, i farmacisti combattono ogni giorno, come veri eroi. I nostri eroi stanno sotto casa nostra, nella farmacia in cui andiamo da tempo, dove troviamo da sempre il nostro farmacista di fiducia, pronto a darci ciò che serve, a darci il suo tempo e i suoi consigli.
Ma chi è il farmacista?
Il farmacista, esperto del farmaco, è colui che si occupa della formulazione, preparazione e distribuzione di medicinali e prodotti per la salute.
È compito suo accogliere ed assistere i clienti e soddisfare dunque le loro esigenze medico-sanitario.
Da sempre, quindi, il farmacista svolge un ruolo di fondamentale importanza all’interno della società in cui viviamo.
E in questa situazione di emergenza sanitaria, più che mai.
La mattina si sveglia, arriva nel luogo di lavoro considerato ormai come “casa”, apre la porta e inizia una nuova giornata, tra mille preoccupazioni, rischi, tanta confusione, orario prolungato, e con la risposta pronta ad ogni richiesta da parte del cliente. Spetta a lui il compito di far aspettare fuori la gente senza farla affollare troppo, spetta a lui il rimprovero se qualcuno non riesce a rispettare le norme igienico sanitarie corrette.

Così parlano i farmacisti che oggi sono In prima linea durante l’emergenza del Covid-19:
“Stiamo facendo un grande lavoro tutti insieme, sempre presenti, sempre pronti ad affrontare ogni preoccupazione, ogni domanda dei nostri clienti a cui dobbiamo trovare una risposta.
Notiamo ogni giorno il rispetto delle regole da parte della gente che fa scorta di medicinali per non uscire per i prossimi dieci giorni ma anche, purtroppo duole dirlo, tanti “simpatici vecchietti” che vengono anche più di una volta al giorno con la scusa di uscire da casa per comprare i farmaci, nonostante i nostri rimproveri e le raccomandazioni, non dando attenzione al fatto che sono soprattutto loro gli individui a rischio. Questo fa molta rabbia perché certe persone non hanno capito la gravità della situazione, pensando che il problema sia lontano da noi, quando invece è già qui ed ognuno di noi dovrebbe dare il proprio contributo restando nelle proprie case.
Noi farmacisti facciamo prontamente con il cuore il nostro dovere, mettendoci veramente la faccia, però ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni. Abbiamo dovuto scegliere di fare servizio a battenti chiusi perché sprovvisti di DPI (dispositivo di protezione individuale). Non riusciamo neanche a reperire mascherine idonee ed ora cominciano a mancare anche Alcol, guanti e Amuchina. Ogni giorno ci troviamo a fare i conti con le scorrettezze da parte delle persone che escono svogliatamente, toccando di tutto, soldi e viso.
Noi vorremmo proprio fare una raccomandazione a tappeto a tutti quei clienti che sbagliano di continuo.
Noi siamo dei presidi essenziali e immediati per la cittadinanza che chiede consiglio riguardo la salute, ci siamo sempre a qualsiasi ora, giorno e notte. Non vediamo riconosciuto totalmente il nostro ruolo nella società odierna.
Non saremo di certo gli eroi di questa battaglia, ma siamo in trincea.”

E c’è chi ancora :
“Tutti i giorni, vedo gente senza protezione alcuna a chiedermi una tintura per capelli, una crema per il viso, o tagliaunghie. Pandemia, emergenza sono termini non del tutto chiari, mettere a rischio la propria vita per una crema non ha senso. Ve lo chiediamo con il cuore, fidatevi di noi ancora una volta, Non uscite di casa se non strettamente necessario e per gli anziani c’è, per fortuna, la possibilità di ricevere i farmaci a casa. Chiamateci saremo noi a portali a casa a voi. Per favore, rispettate le regole”

L’ Europa riconosce le farmacie italiane come modello guida e di efficacia perché quotidianamente rispondono alle esigenze e ai bisogni dei cittadini. Il nostro è un modello che tutti i colleghi di altre nazioni invidiano e imitano, e allora? Perché il nostro operato non viene considerato dalle istituzioni? Perché queste ultime non ci considerano? Ci sentiamo abbandonati, chiediamo sentitamente dispositivi di protezione, per la nostra incolumità e quella dei nostri familiari da cui torniamo ogni giorno quando finiamo di lavorare.
Medici, infermieri, biologi, farmacisti e ricercatori a voi va il nostro più grande grazie per ciò che state facendo in questi giorni, a voi va il grazie per il sudore che state versando, per il poco tempo che avete tra una pausa e l’inizio del turno, a voi va il grazie perché non potete restare a casa, ma con gioia, forza d’animo e di volontà rispondete “si” alla vostra vocazione e scendete ogni giorno in campo a combattere.
Esempio ne è il farmacista di Saint Vincent, in Valle d’ Aosta, morto a causa del Covid-19, il dottore Lorenzo Repetto. Alla sua famiglia porgiamo le nostre più sentite condoglianze, ringraziandolo per il suo operato e per aver messo tutto sé stesso per il suo lavoro, rischiando pure la sua vita.

Ma adesso, un velo di speranza sfiora il nostro viso, e lasciandoci toccare dalle parole del nostro presidente “Rimaniamo distanti oggi per abbracciarci più forte domani“, e lasciandoci coccolare dalle parole di una bellissima canzone “Domani sarà un giorno migliore vedrai” vi invitiamo a rimanere a casa ancora, di avere pazienza per ritornare insieme più forti di prima!

#ioRestoaCasa

Intesa Universitaria Farmacia.

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