Brevetto dell’Università di Palermo per la purificazione di manna impura e suo impiego

Il Laboratorio di Biochimica e Nutraceutica del Dipartimento STEBICEF da anni si interessa di alimenti funzionali a carattere regionale.

Negli ultimi due anni ha, fra le altre, intrapreso ricerche sulla manna, un prodotto fondamentalmente noto per le proprietà di blando lassativo del mannitolo, suo principale costituente, che la tradizione popolare ha anche legato ad attività protettive e lenitive per la pelle e sedative per la tosse. Studi che abbiano affrontato su base scientifica aspetti biochimico-molecolari alla base delle azioni della manna sono – o almeno fino a poco tempo fa erano – inesistenti.

Una mancanza senz’altro critica e limitante al potenziale sviluppo economico di un prodotto unico. Risultati interessanti sono già stati ottenuti sui componenti bioattivi e sul potenziale riducente, antiossidante e anti-infiammatorio della manna, che potrebbero essere un buon punto di partenza per arrivare alla definizione di “prodotto funzionale”, ed al rilascio di un marchio di qualità, importante sia sul piano alimentare che su quello della commercializzazione.

La manna, prodotta e raccolta con un procedimento antico da un frassino coltivato sulle Madonie, nella sua forma pura, i “cannoli”, è un prodotto naturale pregiato. Di questa manna qualche centinaio di chili vengono prodotti in tutto il territorio madonita ogni anno.

Di contro, viene recuperata dal frassino una quantità enorme – migliaia di chili – di prodotto secondario, la manna “impura”, pressoché impossibile da utilizzare e quindi con pochissimo mercato e a bassissimo costo. Ripulire e purificare questa manna di scarto, liberandola di tutte le impurezze è stato variamente tentato dai frassinocultori, con risultati deludenti.

Tuttavia la riqualificazione della manna di scarto è oggi possibile.

Oltre a studiare proprietà biologiche e funzionali della manna, il gruppo di ricerca si è proposto di purificare la manna rottame ed ha messo a punto un metodo che consente di ottenere un prodotto privo di impurezze, con alta resa. Cosa importante, le caratteristiche qualitative e organolettiche di questo prodotto sono identiche a quelle del “cannolo” e pari le proprietà biologico-funzionali.

Di conseguenza, la manna così purificata può avere un valore commerciale comparabile a quello della manna cannolo.

Il procedimento di purificazione brevettato dalla Prof.ssa M. Antonia Livrea, dalla Prof.ssa Luisa Tesoriere e dal Dott. Alessandro Attanzio del Laboratorio di Biochimica e Nutraceutica del Dipartimento STEBICEF, è stato depositato (Ministero dello Sviluppo Economico, Deposito n. 102015000061706 del 14/10/2015).

Lo sfruttamento del brevetto consentirà di avere sul mercato una buona disponibilità di manna pura certificata, consentendo a questo prodotto antichissimo di divenire centro di nuovi interessi, rivolti da un lato a potenziarne e migliorarne la produzione, dall’altro a studiarne e sfruttarne i benefici sulla salute. Applicazione ed usi a scopi alimentari, nutraceutici, farmaceutici e cosmetici potrebbero portare al consumo cibi e prodotti alla manna con dichiarate proprietà funzionali.

(Fonte: unipa.it – Da sinistra a destra nella foto Prof.ssa M.A. Livrea, Prof. Luisa Tesoriere, Dott. Alessandro Attanzio)