ANTIMAFIA E ANTIMAFIA…

In Sicilia, ha tenuto banco una forte contrapposizione sul tema dell’antimafia basata sul modo di concepire questo principio che qui ancora di più assume diverse sfaccettature:

L’Antimafia è…

Lotta, netta contrapposizione nei confronti della prepotenza, del sopruso, della sopraffazione da parte di chi si vuole sostituire alla stato nella sua forma prima di assolvimento dei bisogni dei cittadini, tramite ricatti, ingiustizie e morte.

L’Antimafia è dire NO a personaggi che hanno un potere costruito su soldi insanguinati e favoritismi illegali.

L’Antimafia è l’azione di lotta alla criminalità, lotta portata avanti da uomini e donne, magistrati che mettono a rischio la propria vita, sacrificano ritmi di vita normali, sottoposti ad un continuo stress perché affrontano ogni giorno con la consapevolezza di poter essere sotto il mirino.

L’Antimafia è un modo di vivere ogni giorno, che può essere dimostrato tramite piccoli gesti, dal più piccolo al più grande. E questa ultima istanza è l’antimafia simbolica, quella che ha spinto molti cittadini onesti a documentarsi sui fatti che hanno portato alle stragi dei primi anni novanta e sulla storia fatta di sangue che ha lasciato una lunga scia di morti ammazzati. L’antimafia simbolica, fatta di incontri, di manifestazioni, di eventi sul tema, (pensiamo a tutte le attività portate avanti dalle scuole),  è fondamentale per creare una società civile che si evolva su questa sana direzione.

L’antimafia… per molti politici è stata un manifesto da sbandierare durante la campagna elettorale solo per erigere un muro di “purezza” e inattaccabile appartenenza alla schiera della lotta alla più grande piaga della nostra terra siciliana. La più grande delusione è nascosta dietro questo manifesto di purezza, dove non si trovano più grandi contenuti, bensì il solito contenitore vacuo, fatto di promesse e di “eccelso” gattopardismo.

Oggi si registrano veri e propri atti di sciacallaggio della memoria delle vittime della mafia. Si registrano strumentalizzazioni da parte di associazioni, partiti e movimenti che si affannano, per smania di protagonismo, a eccedere nel voler “etichettare”  il ricordo… come se il ricordo fosse solo di una parte… di destra? di sinistra? di centro? di un ceto sociale intellettuale e non di tutto un popolo che ha subito sulla propria pelle le conseguenze di quei ricatti e ritorsioni.

Non credo che l’antimafia sia proprietà “intellettuale” esclusiva di alcuni movimenti, credo che sia patrimoni storico, culturale e ideale di tutti i cittadini onesti che spesso, nel loro quotidiano fanno molta più antimafia di chi la sbraita ai quattro venti per cercare telecamere o articoli di giornale.

 

Le parole profetiche del Giudice, Giovanni Falcone:

“La mafia non è affatto invincibile. È un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio, e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni. “

Alessandro Bruno

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